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Giuseppe Marinucci e Mauro Crocetta a San Benedetto del Tronto - Palazzina Azzurra

Giuseppe Marinucci e Mauro Crocetta a San Benedetto del Tronto, dal 2 al 31 agosto 2008 alla Palazzina Azzurra

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------ Aggiornamento del 2 settembre 2008

Marinucci e Crocetta in Palazzina, 10 mila presenze

Si potrebbe definire un record quello delle presenze alla mostra conclusasi il 31 agosto alla Palazzina Azzurra di San Benedetto del Tronto (AP).

SAN BENEDETO DEL TRONTO - Un vero successo quello della mostra Giuseppe Marinucci e Mauro Crocetta in "Dal maestro all'allievo": sono state infatti calcolate 10 mila presenze, dal 2 al 31 agosto, con apertura solo serale (dalle 18 alle 23), quindi più di 300 persone al giorno.

"La percezione dell'esposizione è ottima, come dimostrano i dati - ha dichiarato l'Assessore alla cultura Margherita Sorge -, il flusso è stato continuo per una mostra che ha riscosso decisivi commenti positivi. Il successo è dovuto sia ai due artisti, anche se non di fama acclamata, come può essere Mirò, ma soprattutto perch&uerave; due artisti del nostro territorio. Il successo ha dimostrato che la popolazione è sensibile ai suoi figli. Senza contare gli organizzatori Ginesi, Bassotti e Barchiesi, una squadra vincente, che ringrazio".

Anche il noto critico Armando Ginesi ha sottolineato il legame con il territorio: "è interessante che il territorio abbia risposto bene, che abbia riconosciuto due talenti recenti e che sia andato ad incontrarli, per conoscerli: non è un fenomeno che accade spesso nelle Marche".

Sul libro degli ospiti anche un commento del gallerista milanese Lopez, che riferendosi a Marinucci afferma: "Finalmente apprezzato anche nella sua regione".

In particolare risalta anche un commento, probabilmente di un sambenedettese, che dice: "La migliore mostra da 5 ani a questa parte": " Questo non può che farci piacere", risponde l'Assessore Sorge.

------ Aggiornamento del 2 agosto 2008 - Inaugurazione

Giuseppe Marinucci e Mauro Crocetta a San Benedetto del Tronto - Palazzina Azzurra Taglio del nastro

Più di 63 opere, un giardino in Palazzina Azzurra pieno e curioso verso questi due grandi artisti del nostro secolo, per la mostra inaugurata ieri 2 agosto "Giuseppe Marinucci e Mauro Crocetta, dal Maestro all'allievo", che ripercorre in un percorso ben articolato la concezione e la crescita artistica dei due scultori, legato da una scultura di Marinucci che ritrae Crocetta.

"San Benedetto - ha esordito il Sindaco Giovanni Gaspari - sta tentando di differenziarsi dalle altre città dell'interno, puntando sulla cultura. Il figlio di Marinucci ci ha donato due opere ed abbiamo dato volentieri seguito a questa volontà e quando abbiamo costatato che con una mostra su Marinucci potevamo anche metter su anche una esposizione di Crocetta è stato un momento di soddisfazione. Attraverso la mostra è possibile leggere gli uomini, le loro anime attraverso le opere, una mostra che rende giustizia a chi non è stato sufficientemente valorizzato in vita, Marinucci, e a chi è scomparso troppo prematuramente per vedere quel giusto valore, Crocetta".

Molte le persone all'inaugurazione, al taglio del nastro erano presenti il Sindaco Giovanni Gaspari, l'assessore alla cultura Margherita Sorge, il presidente del consiglio provinciale Cinzia Peroni, Giacomo figlio di Marinucci, la signora Rosetta, moglie di Crocetta, il critico Armando Ginesi, il professor Giancarlo Bassotti, l'organizzatore Renato Barchiesi per la Synservice srl.
Anche la RAI ha riconosciuto il valore dell'esposizione, richiedendo la possibilità di effettuare un servizio sulla stessa.

La mostra, che si avvale del patrocinio della Regione Marche e della Provincia di Ascoli Piceno, rimarrà aperta fino al 31 agosto.

------ Aggiornamento del 25 luglio 2008 - Conferenza stampa

Giuseppe Marinucci e Mauro Crocetta a San Benedetto del Tronto, dal 2 al 31 agosto 2008 alla Palazzina Azzurra
Da sinistra Fabrizio Mariani, Giacomo Marinucci, Margherita Sorge, Armando Ginesi, Giancarlo Bassotti, la signora Crocetta

Marinucci e Crocetta: "Con l'arte continuano a vivere"
Tutto pronto per l'inaugurazione di sabato 2 agosto alle 19 alla Palazzina Azzurra, per l'esposizione che riporta due artisti piceni che, spiega il critico Ginesi, "tanto hanno dato al nostro territorio".

SAN BENEDETTO DEL TRONTO - Nata da un incontro fortuito, come ha spiegato l'assessore alla cultura Margherita Sorge, l'idea della mostra è venuta via via crescendo, arrivando a raggruppare alla Palazzina Azzurra le opere più importanti di due grandi artisti, Giuseppe Marinucci e Mauro Crocetta in "Dal maestro all'allievo", in esposizione dal 2 agosto - inaugurazione alle 19 - fino al 31 agosto.
Settanta opere che ripercorrono l'evoluzione artistica dei due artisti piceni, che compareranno i due linguaggi, per far conoscere alla popolazione questi due maestri scultorei.
"Abbiamo accolto questa esposizione con soddisfazione - ha spiegato l'assessore alla cultura Margherita Sorge -. Nata quasi per caso, tutto è iniziato con la volontà di Giacomo Marinucci di donare un opera del padre, poi sono diventate due ed alla fine abbiamo deciso di suggellare questa donazione con una esposizione, alla quale si è unito l'artista Crocetta, allievo ed amico di Marinucci. Sono figli del piceno del 1900, il nostro territorio è ricco di artisti e noi abbiamo intenzione di valorizzarli".
Grande valore artistico per le Marche, quindi, in grado di generare artisti di grande spessore, sottolineato anche dal critico e giornalista Armando Ginesi: "Il territorio ha dato grandi eccellenze artistiche ed è importante che le amministrazioni, la Provincia e la Regione si impegnino per dare loro importanza".
Il percorso espositivo verrà studiato per permettere la correlazione esatta fra le opere dei due artisti che, seppur similari, si discostano per la presentazione scultorea: "Marinucci quasi "urla" con le sue opere - continua Ginesi - mentre Crocetta attenuta maggiormente la visione grazie alla fede".
Presenti in conferenza anche il figlio di Giuseppe Marinucci e la moglie di Mauro Crocetta, che si sono detti pienamente soddisfatti di questa esposizione, che ha permesso sia di portare a San benedetto le opere, per farle conoscere al grande pubblico, sia per il riavvicinamento dei due artisti, perchè, come ha concluso la signora Crocetta, "Queste persone che hanno vissuto per l'arte, con l'arte ora continuano a vivere".

Giuseppe Marinucci e Mauro Crocetta a San Benedetto del Tronto - Palazzina Azzurra

------ Aggiornamento del 14 luglio 2008

LA SIBILLA E LA FARFALLA VENGONO DA LONTANO - Marinucci dona due opere a San Benedetto del Tronto (AP)

La mostra di sculture di Giuseppe Marinucci (Ascoli Piceno, 1925 - 1981) e Mauro Crocetta (Trinitapoli, FG 1942 - Martinsicuro, TE 2004), alla Palazzina Azzurra di San Benedetto del Tronto (2-31 agosto 2008) , intitolata "Dal Maestro all'Allievo" nasce da lontano.
Tutto prende avvio, come si legge in catalogo nel saggio di Giancarlo Bassotti, dalla volontà di Giacomo Marinucci, figlio di Giuseppe, di donare due grandi sculture alla comunità di San Benedetto del Tronto.
Grande è stata la sorpresa degli amministratori della città della Riviera delle Palme, di fronte a tanta generosità e con altrettanta sensibilità hanno voluto rendere omaggio al grande scultore ed al suo mentore Mauro Crocetta, anch'egli artista, promuovendo una grande mostra nel giorno dell'acquisizione alla comunità sambenedettese delle due sculture.
Sono arrivate da Arcugnano, nei pressi di Vicenza dove attualmente abita Giacomo, "La Sibilla" e "La Farfalla", che saranno le regine della grande mostra, allestimento a cura della SynService di Osimo, alla Palazzina Azzurra, il prossimo sabato 2 agosto 2008. La mostra si avvarrà del contributo critico di Armando Ginesi, professore emerito dell'Accademia di Belle Arti di Macerata e del critico Giancarlo Bassotti.
Le due grandi sculture: 223 x 70 x 65 cm. la "Sibilla" e 200 x 135 x 223 cm. la "Farfalla" sono assemblaggi in ferro e altri materiali di recupero e rappresentano l'ultimo periodo della produzione artistica di Giuseppe Marinucci. La morte lo coglierà tragicamente nel 1981.
Giuseppe Marinucci, scrive Armando Ginesi nel saggio ospitato in catalogo, è stato un manipolatore straordinario della materia, capace di sintonizzarsi con essa per rintracciarne ogni potenzialità dialogica attraverso cui dare voce ai sentimenti. Lo stesso Ginesi aggiunge "forse dovremmo più correttamente dire "materie", perché dalla ceramica al bronzo, dal ferro alla cera, al legno, alla pietra, sono stati molti i materiali che Marinucci ha trattato ed ha manipolato con mano sapiente e maestra".
Mauro Crocetta conosce Giuseppe Marinucci nel 1972 e si innamora letteralmente del suo lavoro, al quale dedica analisi critiche fortemente partecipate. Perché riesce subito a penetrare profondamente nella sensibilità dell'autore, ne decodifica il linguaggio e ne mette in evidenza, con una prosa puntuale ed attenta, l'universo semantico.
Scultore, saggista e critico d'arte riceve nel 1978 il Premio Cultura Presidenza del Consiglio dei Ministri per l'opera monografica Profilo di Giuseppe Marinucci, nella cui bottega ha mosso i primi passi nell'arte plastica.
Con la mostra "Dal maestro all'allievo" la città di San Benedetto del Tronto vuol rendere omaggio a due protagonisti della vicenda culturale ed artistica del Novecento Piceno e non solo, e acquisisce per sempre al patrimonio artistico e culturale della comunità due grandi opere che andranno a segnarne il territorio e ad arricchirne il paesaggio.
La mostra si avvale del patrocinio della Regione Marche e della Provincia di Ascoli Piceno.
Giuseppe Marinucci e Mauro Crocetta a San Benedetto del Tronto - Palazzina Azzurra

Giuseppe Marinucci e Mauro Crocetta a San Benedetto del Tronto - Palazzina Azzurra

------ Aggiornamento dell'11 luglio 2008

L'evento espositivo dell'estate culturale di San Benedetto del Tronto
Promossa dall'Assessorato alla Cultura del Comune di San Benedetto del Tronto, sabato 2 agosto 2008, alle ore 18,30 presso i locali della Palazzina Azzurra, verrà inaugurata la mostra di sculture di Giuseppe Marinucci e Mauro Crocetta. Verranno esposte circa sessanta opere plastiche, che rappresentano una sorta di percorso paradigmatico dell'opera scultorea dei due autori, in quanto la loro produzione è stata, nel corso degli anni, molto ricca e variegata.
La mostra, curata da Armando Ginesi, è documentata da un prezioso catalogo con testi dello stesso Ginesi e di Giancarlo Bassotti.

Giuseppe Marinucci e Mauro Crocetta a San Benedetto del Tronto - Palazzina Azzurra

Giuseppe Marinucci (Ascoli Piceno, 1925 - 1981)
E' figlio di quella terra picena che, nel corso dei secoli, ha generato illustri personalità nel mondo della poesia, dell'arte, della cultura. Cecco d'Ascoli (al secolo Francesco Stabili), Carlo Crivelli, Adolfo De Carolis, Osvaldo, Licini, Giovanni Allevi solo per citarne alcuni. Marinucci intraprende giovanissimo la via dell'arte. Fin dalle scuole elementari spicca l'attitudine al disegno e per questo inizia a frequentare lo studio del ceramista Nello Giovanili.
Avido di conoscere i trucchi del mestiere cerca di sapere di più di quel che il maestro gli permetteva di conoscere. Frequenta mostre di ceramica per parlare con i fornaciai, per mantenere contatti con artigiani di consumato mestiere. Ma il suo vero maestro sarà Ghino Sassetti, docente all'Accademia di Belle Arti di Urbino, che gli insegna i rudimenti della scultura. Di Sassetti e di Riccardo Gabrielli, altro suo maestro, esegue, ai tempi della frequentazione, i ritratti in terracotta che conserverà sempre gelosamente.
Artista di tutto mestiere, Marinucci ha modellato e plasmato con sapienza e sicurezza bronzi, terrecotte, gessi patinati di piccole e grandi dimensioni, si pensi ad esempio al pannello plastico d'istoriazione, una maiolica monumentale di 25 metri per 6: "I Misteri Gloriosi", collocato nella chiesa dell'Immacolata ad Ascoli Piceno.
Attento osservatore dell'arte contemporanea e partecipe del proprio tempo egli assorbe la lezione di Medardo Rosso, filtrandola con una sensibilità modernissima, che affonda le sue radici nella tradizione dell'arte italiana non disgiunta da una nuova ottica propria degli Impressionisti francesi nel vedere il mondo e rappresentarlo, mentre egli non affronta il problema caro a Boccioni e, in genere, all'arte post-impressionista, dello spazio, della costruzione dei piani, dell'inserimento e della sintesi della scultura in essi, ma rivolge la sua attenzione al disfacimento della materia. Le masse sono ridotte a linee di forza, i piani si moltiplicano e si intersecano, si compongono e si scompongono perchè diventi possibile un inserimento più profondo dello spazio, perchè lo spazio stesso diventi scultura.
Giuseppe Marinucci, scrive Armando Ginesi nel saggio ospitato in catalogo, è stato un manipolatore straordinario della materia, capace di sintonizzarsi con essa per rintracciarne ogni potenzialità dialogica attraverso cui dare voce ai sentimenti. Lo stesso Ginesi aggiunge "forse dovremmo più correttamente dire "materie", perchè dalla ceramica al bronzo, dal ferro alla cera, al legno, alla pietra, sono stati molti i materiali che Marinucci ha trattato ed ha manipolato con mano sapiente e maestra".

Giuseppe Marinucci e Mauro Crocetta a San Benedetto del Tronto - Palazzina Azzurra

Mauro Crocetta (Trinitapoli, FG 1942 - Martinsicuro, TE 2004) Consegue la laurea in Scienze Politiche all'Università di Bari (1966) e quella in Lettere all'Università di Pavia (1976).
Conosce Giuseppe Marinucci nel 1972, scrive Armando Ginesi e si innamora letteralmente del suo lavoro, al quale dedica analisi critiche fortemente partecipate. Perchè riesce subito a penetrare profondamente nella sensibilità dell'autore, ne decodifica il linguaggio e ne mette in evidenza, con una prosa puntuale ed attenta, l'universo semantico.
Scultore, saggista e critico d'arte riceve nel 1978 il Premio Cultura Presidenza del Consiglio dei Ministri per l'opera monografica Profilo di Giuseppe Marinucci, lo scultore marchigiano nella cui bottega ha mosso i primi passi nell'arte plastica. Partecipa alla Biennale Internazionale del bronzetto di Ravenna, ininterrottamente dal 1988 al 1998.

La frequentazione con il maestro ascolano lo induce ad aggiungere al linguaggio verbale, nel quale Crocetta si muove a proprio agio, anche quello visivo e, nella fattispecie, plastico. All'inizio è chiaro che il modello espressivo dell'autore ascolano si impone, ma l'allievo possiede una personalità consolidata, frutto di temperamento individuale e di studi. Condivide con il mèntore la sensibilità "espressionista" di fondo: è più giovane di lui di diciassette anni, ma vive nello stesso periodo storico e culturale nel quale l'Europa è pervasa dalla cultura esistenzialista. Solo che in Crocetta l'urlo, la denuncia, non sono gridati con toni alti, come in Marinucci; il dramma dell'esistenza, il crollo delle illusioni, le delusioni appaiono mitigate, forse grazie ad una prospettiva di fede che dal pensiero sartiano lo fa magari approdare a quello di Marcel Gabriel o verso i lidi dell' "Umanesimo integrale" di Jacques Maritain.
La mostra dedicata a Giuseppe Marinucci e a Mauro Crocetta assume anche un importante funzione didattica, perchè dimostra come dal maestro si possa passare all'allievo, con esiti di originalità di entrambi gli orizzonti linguistici; come due sensibilità affini ma ovviamente non identiche, possano muovere da una medesima visione del mondo per svolgerne il racconto con diversi registri tonali ma soprattutto mediante approcci culturali e ideali differenti; insomma come due spiriti in consonanza possano rimanere originalmente se stessi e diversificarsi sul piano delle ermeneutiche di pensiero e di fede.
La mostra si avvale del patrocinio della Regione Marche e della Provincia di Ascoli Piceno

Giuseppe Marinucci e Mauro Crocetta
Sede Espositiva: Palazzina Azzurra
Inaugurazione: 2 Agosto 2008, ore 18,30
Orario Apertura: tutti i giorni 18,00 - 24,00

Catalogo: Fast Edit
Grafica: Fabrizio Mariani
Allestimento: Renato Barchiesi per SynService s.r.l.
Testi: Armando Ginesi, Giancarlo Bassotti, Katia Buratti
Coordinamento tecnico-organizzativo: Roberta Spinelli, Alessandro Amadio
Info Giovanni Desideri, 0735.794503 - 328.4696307