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Giovanna Pipari - 03.05.2005
INTERVISTA - Cinema - Manuela Morabito e la Famiglia Avati



Manuela Morabito, come si potrà vedere dalle sue risposte, oltre ad essere attrice di teatro, cinema e televisione - con la solida preparazione dell'Accademia Silvio D'Amico -, è giornalista e aspirante sceneggiatrice. In poche parole una personalità poliedrica ma, come si percepisce dal suo bel sorriso, è una ragazza dotata di una personalità molto solare, vitale e consapevole delle difficoltà che bisogna affrontare per poter lavorare bene.
Manuela ha interpretato Greta, la moglie di Johnny Dorelli, in "Ma quando arrivano le ragazze?"di Pupi Avati e sempre con lo stesso regista sta girando "La seconda notte di nozze". Inoltre è impegnata anche in "Per non dimenticarti" di Antonia Avati, figlia del regista bolognese.

- Ciao Manuela, parlaci subito di questa particolarità: tre film con la famiglia Avati. Ormai sei stata adottata artisticamente?
Magari!

- Ci sono delle caratteristiche comuni ai tre personaggi?
Il personaggio di "Ma quando arrivano le ragazze?" è una madre abbastanza felice e una moglie abbastanza infelice, comunque più grande e molto della mia età.
E' sempre abbastanza difficile recitare ruoli di personaggi che hanno vissuto più di chi li interpreta ed hanno sulla loro pelle esperienze ancora non fatte dall'attore come, nel caso che mi riguarda, la maternità; si tratta di personaggi non facilissimi da rendere per cui l'esperienza è stimolante. Il ruolo in questo film non era brillante ma comunque interessante. Ne "La seconda notte di nozze" invece sono Estrelita in arte Morena, in realtà, un'aspirante attrice burinotta e improbabile che arriva da Ciampino ma si dovrebbe fingere peruviana; un ruolo brillante e mi sono molto divertita ad interpretarlo. Amo i ruoli così e anche quelli un po' "al limite", folli. Nel film di Antonia Avati sono nuovamente una mamma, alle prese con una brutta esperienza della figlia, una bella occasione per esprimere umanità, dolcezza e responsabilità nel recitarlo.
Il film è ambientato negli anni '40. In comune col primo già uscito di Pupi Avati c'è che è una mamma anche questa, con la "Seconda notte di nozze" che sono tutti e due ambientati negli anni 40.



- Ora stai girando "La seconda notte di nozze": qualche anticipazione o curiosità del set?
Io non fumo e per esigenze di scena ho dovuto fumare così su due piedi, non lo sapevo prima e....mi è piaciuto! Ma non è stato un motivo abbastanza buono per iniziare.

- Quando girerai invece "Per non dimenticarti" con Antonia Avati?
Lo sto girando in questi giorni a Roma e sul set c'è una bellissima atmosfera, tutti simpatici allegri ma tranquilli, nessuno che fa il divo o se la tira per fortuna perchè con quei soggetti si lavora male. Il set è ben organizzato, si lavora concentrati e velocemente. Sarà che siamo quasi tutte donne?

- Nel tuo percorso cinematografico risulta un altro nome importante: Ferzan Ozpetek per uno spot pubblicitario. Hai comunque avuto sufficiente tempo per conoscerlo e capirlo?
Di Ozpetek ho capito che mi piace molto come persona e come artista, è un poeta e si capisce dai suoi film, ho capito anche che l'ho conosciuto troppo poco, e che vorrei fare un film con lui! Così lo conoscerei molto meglio sicuramente!

- Hai anche fatto molta televisione e teatro e ora cinema. In alcune tue dichiarazioni che ho letto sei stata molto onesta dicendo che comunque il teatro è importantissimo ma sono la tv e la cinema che danno visibilità ad un artista e quindi la libertà di scegliere. Quanto è importante poter scegliere quello che si vuole fare e ti senti arrivata ad avere questo potere?
Nel nostro lavoro è bello potersi esprimere, poter dire cose che magari non tiri fuori nella vita di tutti i giorni. Già lavorare è molto, poter scegliere è un grande lusso a cui spero di arrivare. Negli anni poi si riesce anche a capire cosa si vuole dire, quindi che tipi di film si preferiscono, perchè tanti anche avendo esperienza non hanno ancora ciò che vogliono. Io forse comincio a sapere bene cosa mi piace e cosa ho da dire e in questo mi ha aiutato la scrittura che ti permette di avere chiaramente la tua visione delle cose. Prima di scrivere sapevo che volevo dire qualcosa ma non bene cosa. Infatti con un'amica e uno sceneggiatore stiamo cominciando a scrivere un film ma ancora non posso assolutamente permettermi di scegliere, soprattutto per quanto riguarda il cinema settore nel quale ho meno esperienza. Certo è che se un ruolo proprio non mi piace, o non mi piace il regista o altro, comunque non lo faccio. In generale penso che tutte le esperienze servano e ti arricchiscano.



- Però il tuo talento non finisce qui, so che collabori come giornalista per alcune testate romane. Come ti sembra stare dall'altra parte quando intervisti qualcuno? Sei più a tuo agio dietro le quinte o sotto i riflettori?
Mi piace molto collaborare con i giornali, vorrei continuare anche a scrivere un domani, quando la tv sarà meno tutta e solo trash, condurre una trasmissione con taglio giornalistico a sfondo rosa e con le biografie di personaggi importanti, su come sono arrivati al successo, curiosità, filmati, foto private eccetera; magari andando in onda direttamente da casa loro. Oppure fare una trasmissione comica-ironica con un gruppo di amici, vedremo per ora spero di recitare al cinema e in fiction. Non mi sento a mio agio da nessuna parte né in teatro né sotto i riflettori, muoio di paura ogni volta che entro in scena qualsiasi essa sia, e mi chiedo perchè ho scelto questo lavoro, poi invece quando sono in scena mi rispondo, e cioè capisco che mi fa sentire bene, viva, e subito dopo lo spettacolo, la diretta o il set mi sento "riempita" e felice.

-Oltre ai film di Pupi e Antonia Avati hai altri progetti di cui puoi parlare?
Ho in progetto un fantastico trasloco... aiuto! Poi non so!

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