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Annalisa Cameli - 28.04.2005
Arte contemporanea - scultura - Da un pennarello su carta, verso la Resurrezione

Diciotto i metri di base, sette quelli per altezza, quattro i metri di profondità. Quattrocento i quintali di bronzo e ottone. Sette gli anni di lavoro. Dodici gli anni che separano i primi contatti e l'inaugurazione.

La "Resurrezione" dell'Aula Paolo VI in Vaticano (Sala Nervi) è uno dei progetti più rilevanti tentati da uno scultore nel campo dell'arte sacra.
Un'impresa vera e propria. Un'impresa riuscita per Pericle Fazzini.



Nel 1965 iniziano i lavori alla Sala Nervi e Fazzini riceve un primo contatto. L'idea iniziale era quella di realizzare un volo di angeli che facevano il loro ingresso dai finestroni laterali, pensati da Fazzini come ovali. L'idea, seppur inizialmente gradita, lascia un po' perplesso Nervi, che si lascia convincere da un'altra idea: far realizzare a Marc Chagall delle vetrate. Per una decisa opposizione, sempre di Nervi, e per ragioni economiche, Fazzini ritorna al lavoro. Siamo negli anni Settanta. Ed ora c'è un tema preciso; si dovrà rappresentare la Resurrezione di Cristo.



Nel 1972 la sala viene inaugurata e, dove oggi è situata la scultura, si trovava un arazzo della Scuola Raffaellesca. A questo punto è lo stesso Paolo VI a dare il via a Fazzini per la realizzazione del bozzetto definitivo.

Un'impresa colossale, dalla storia lunga e travagliata.
Molti i bozzetti su carta, realizzati con pennarelli neri o colorati.
Il problema principale era dato dalle linee di fuga prospettiche, problematica dovuta al fatto che la scultura doveva essere situata in fondo a una vasta sala, come è quella Nervi.
L'impatto doveva essere imponente, senza dare segni di piattezza visiva, suggerendo profondità. E l'immagine di Cristo doveva restituire una sensazione di equilibrio precario, per dare dinamismo alla composizione.



Tante le meditazioni, gli studi fatti da Fazzini.
La particolarità dell'opera sta nel fatto che Cristo non risorge da un sepolcro, come siamo abituati a vedere, ma dall'uliveto del Getsemani.
"Ho pensato di creare il Cristo come se risorgesse dallo scoppio di questo grande uliveto, luogo di pace delle ultime preghiere. Il Cristo risorge da questo cratere apertosi dalla bomba nucleare: un'atroce esplosione, un vortice di violenza ed energia; ulivi divelti, pietre rotolanti, terra di fuoco, tempesta formata da nuvole e saette, e un gran vento che soffia da sinistra verso destra; il Cristo risorge con impeto e pacatezza insieme per ascendere in cielo."



Il bozzetto finale è stato creato in scala 1:1 con il polistirolo, e questo lavoro è durato ben 4 anni.
Una volta terminata la scultura in polistirolo, questa è stata sezionata in quattro grandi parti, a loro volta divise perpendicolarmente e numerate per facilitare l'invio alla fonderia che avrebbe realizzato l'opera. Sono stati usati il bronzo rosso e l'ottone giallo, scelti appositamente dall'artista per dare ancor più la sensazione della vibrazione, grazie a questi colori che rimandano alle diverse sfaccettature del rifrangere della luce.

"Ogni giorno lavoravo con la mia chiave fumante nell'inconscio, come se qualcosa di me guidasse la mia mano e il mio cervello perché potessi raggiungere il cielo. Questa scultura per me è stata una grande preghiera fra me e la materia che potevo plasmare. Ho dato tutto me stesso; a volte lavoravo come in trance. È la scultura più grande che ho fatto e in questa Resurrezione ho risolto tutte le esperienze plastiche, astratte e figurative."



Verso la Resurrezione - Opere di Pericle Fazzini
Torrione della Battaglia - Grottammare (AP)
Venerdì, sabato e domenica
Dalle 16.00 alle 19.00
Aperture straordinarie su prenotazione
Ingresso 3 Euro

Immagini:
1- "Volo di angeli", 1967 ca. - Studio per le finestre laterali, pennarello su carta, 18x24, Collezione Lisa Schneider
2- "Studi per la Resurrezione", 1970 ca - Penna su carta, 27,5x34,8, Collezione Fondazione CARISAP
3- "Studio per la Resurrezione", 1971, Inchiostro nero e arancio su carta da lucido, 22,5x33, Collezione Fondazione CARISAP
4- Pericle Fazzini e il bozzetto definitivo de "La Resurrezione", 1972 (Foto Aurelio Amendola)5- "La Resurrezione", particolare, nel suo attuale sito, Sala Nervi

Bibliografia
Verso la Resurrezione, catalogo, Collezione Fondazione Cassa di Risparmio di Ascoli Piceno.
Omaggio a Pericle, a cura di Vittorio Rivosecchi.
Grottammare, percorsi della memoria, a cura di Vittorio Rivosecchi.
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