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Cinema - nuove teconologie
Virtual Set
19 giugno 2004

Il crescente ed inarrestabile sviluppo delle tecnologie informatiche si sta orientando alla creazione di nuove prospettive per il cinema e la televisione.
Una delle applicazioni più interessanti è il virtual set, ovvero la realizzazione di scenari virtuali che prendono il posto delle scenografie tradizionali.
Si tratta di ambienti digitali che vengono creati al computer in grafica tridimensionale. L'effetto rimandato dal video è quello di uno scenario vero e proprio, nel quale i personaggi recitano e si muovono. In realtà, il loro set è uno studio vuoto il cui pavimento e le cui pareti hanno una colorazione uniforme blu o verde.

La scelta del colore non è casuale, in quanto il virtual set sfrutta una tecnica televisiva, riconoscibile dal computer, conosciuta con il nome di chromakey. Attraverso la separazione cromatica del segnale di registrazione nella piattaforma digitale si può infatti sostituire un colore con una immagine proveniente da altra fonte. Gli attori recitano davanti a uno sfondo di un unico colore che non è presente negli elementi di scena. Uno strumento riconosce le parti delle immagini riprese che contengono il colore chiave e le sostituisce con l'immagine dello sfondo voluta.

Questo permette la sovrapposizione e l'integrazione dei segnali video provenienti dagli apparati di ripresa con segnali video precedentemente registrati o creati al computer.
Per generare una buona chiave è necessario che lo sfondo colorato sia uniformemente illuminato e non influenzi l'illuminazione degli attori, la quale a sua volta non deve interferire sull'illuminazione della chiave.

Quando si costruisce un ambiente tridimensionale in Realtà Virtuale è possibile immergervi un osservatore e far sì che abbia la stessa visione che avrebbe se si trovasse in un ambiente reale. E' possibile ricreare completamente al computer, attraverso programmi di elaborazione e modellazione grafica, i modelli di ambienti tridimensionali, aggiornabili, in molti casi in tempo reale, rispetto ai parametri del punto di vista dell'osservatore. Questa caratteristica è fondamentale per permettere una ripresa televisiva realistica.

Attraverso la generazione della vista tridimensionale dell'ambiente modellato secondo un punto di osservazione, si può determinare, con un sistema di misuratori che rilevano la posizione nello spazio virtuale, l'orientamento, la profondità, la dimensione del campo visivo ed ogni variazione di questi parametri, inviandoli al sistema che genera la vista corrispondente. Attraverso la rapida giustapposizione di viste dello scenario virtuale si produce l'effetto realistico di navigazione nell'ambiente generato grazie alla computer grafica. I sistemi di Set Virtuale rendono possibile anche la modellazione e l'animazione di personaggi virtuali collocabili all'interno dell'ambiente virtuale.

Per riprodurre un secondo di ripresa, corrispondente a 25 frames, è necessario un insieme di computer particolarmente potenti, in grado di reindirizzare in tempo reale la grafica tridimensionale in base ai movimenti delle telecamere.
Questa tecnologia è stata molto sfruttata dal cinema, che l'ha utilizzata per creare effetti speciali o per girare senza rischio scene particolarmente pericolose; uno degli esempi più noti è quello di Matrix.


Colonna di sinistra:
1 - Set reale di ripresa del personaggio (sul fondo sono visibili dei puntini neri: sono gli obiettivi delle molte telecamere allineate per il neo-nato effetto "bullet-time", ovvero la possibilità di "ruotare" la scena intorno al soggetto principale in modo rallentato ma comunque in movimento).
2 - il set reale viene rimosso e rimane solo il soggetto.
3-4 - viene aggiunto come sfondo lo "scheletro virtuale" per calcolare dimensioni, distanze, ecc.
5 - Sovrapposizione del personaggio all'effettivo sfondo in computer grafica.

Colonna di Destra:
stessi fotogrammi, ma in versione definitiva (così come li vedete nel film), con l'aggiunta di tutti i dettagli che non fanno parte dello sfondo (es. il fumo).
E' la famosa scena in cui Neo schiva, in modo rallentato e ben visibile per lo spettatore, le pallottole sparate da un agente, risultato del "virtual set".
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